Moto immobile

 

Signora, la bambina non sta attenta, non ascolta, la sorprendo a guardare fuori dalla finestra, con la testa tra le nuvole, sempre distratta. Questo è il motivo della nota di richiamo”.

 

Imparare la primavera, seguendo una voce che ce la descrive, con frasi fatte e finite, quando lei era fuori che scoppiava in tutto il suo splendore…

Come potevo ignorare quella rondine dal petto di latte, che volava vicino alla mia finestra? Impossibile. Come facevo poi a non pensare ai nidi di rondine che un parente diceva di aver mangiato e come si può mangiare un nido fatto di fango e saliva di animale? Orrido!

Ah! la maestra mi richiama, ecco che mi sgrida. Guardavo solo fuori ...e mi sgrida. Va bene, cercherò di fissare la grande lavagna nera, magari leggendo varie volte quello che vedo scritto. Leggo: A primavera fioriscono i fiori, tutto il mondo è colorato. Forse come quel balcone, lontano lontano…. mi fissa assieme ai suoi gerani rossi. Belli. Scendono giù dai vasi, sembrano capelli ricci, proprio quelli della principessa dai capelli rame, quella che vive nella torre e butta giù la lunga e pesante treccia per far salire il principe che deve liberarla…. Ma non le faranno male?Dico, non si stacca così il cuoio capelluto dalle ossa del cranio?… che strano. Orrido. “Valentina!”

Eccola di nuovo. Va bene, adesso ascolto. Di a da in con su per tra fra. Che un po' sembra: Supercalifragilistichespiralidoso…

 

 

Signora, la bambina disegna di C O N T I N U O. Su tutto. Mentre spiego, se ne sta lì a disegnare. Con il lapis, per carità, ma ha ricoperto di “scarabocchi” l'intero banco. L'ho dovuta punire, mi spiace, facendole cancellare con la gomma ogni segno,durante l'ora di ricreazione”.

 

Tra poco è estate. La scuola finisce perché è troppo caldo per venire a scuola.

Sento le voci dei miei amici che stanno fuori in giardino. Urlano, ridono. Giocano. Cancellare con la gomma su una superficie di legno lucido non è una grande idea. Bastava uno straccio e un pochino di acqua fredda. Ma la maestra ha detto -Hai sporcato, ora ti metti lì con la gomma e cancelli!-

Lo sporco è una damigella con un lungo vestito che ondeggia assieme a lei, che balla con lei. Balla il valzer. Quello che ascolto a capodanno assieme al nonno, quello che lo fa piangere. Balla con gli occhi chiusi, è di profilo. Ha un cagnolino al guinzaglio e accanto a lui c'è un elefante. Come sono belli gli elefanti. Sembrano delle mongolfiere viventi, poi non hanno le braccia come noi e per prendere le cose, usano una morbida proboscide, che poi è un naso. Prendono le cose col naso. Fatto. Cancellato. La ricreazione è finita.

 

 

Signora, come spiegare alla bambina che a scuola si deve stare seduti al proprio banco? Ogni due minuti si muove sulla sedia, cerca di alzarsi, insomma, non sta mai ferma!”

 

Da grande voglio fare la ballerina di tip tap.

Voglio un berretto nero tipo quello dei pagliacci, stondato sopra. Il frac e la camicia bianca. E poi le scarpette lucide, quelle che fanno cloppete clap clip… Ballerò tutto il giorno e tutti mi faranno un sacco di applausi.

Vuoi stare ferma con quei piedi sotto il banco?!”

Ecco, la maestra vuole che stia ferma. Immobile come un palo della luce. Con gli occhi fissi sulla sua facciona di focaccia che parla. Devo ricordarmi di tenere fermi i piedi mentre faccio finta di ascoltare, mentre sogno.

Ah, già, il tip tap. Però ho visto anche un altro ballo in televisione. Quello mi piace anche di più, si chiama rock and roll acrobatico. La ballerina saltella assieme ad un ballerino e poi lui la fa saltare in aria e le fa fare il giro della morte (perché se cade muore e si tronca il collo in due, ha detto il babbo). Ma non posso morire per un ballo. Potrei ballare senza giro della morte, solo saltellando al ritmo della musica.

Insomma, basta! Alla lavagna, così ti muovi per qualcosa”

No. Ti prego no, alla lavagna no. Vorrei alzarmi, ma i miei piedini stanno fermi. Ho paura di andare alla lavagna. Vado.

Devo scrivere la frase che mi detta. Sento gli occhi di tutti dietro di me. Ho caldo. Stanno in silenzio e fissano la mia manina che scrive. Alcuni ridono. Perché? Oh mamma! La parola, l'ho persa, aspetta, che ha detto, dopo l'altra parola, quell'altra non l'ultima che ho scritto… Non lo so, non lo so. Mi sgrida, mi manda al mio posto. Mi viene da piangere. Piango.

 

 

Signora, sua figlia è dotata di una fervida fantasia, scrive molto bene, riesce ad esprimere concetti anche difficili. Tuttavia nel tema che abbiamo dato alla classe, non ha saputo rimanere all'interno della traccia. Insomma, è andata fuori tema, come si suol dire”.

 

 

Quando proprio non ho fame, c'è sempre qualcuno in famiglia, che mi dice : guarda che ci sono bambini che non hanno da mangiare!

Nel tema sulla povertà, ho scritto del mio grande progetto. Ogni volta che un bambino non vuol mangiare o non ha più fame, mettiamo tutto dentro un grande camion e portiamo questo ben di Dio ai bimbi poveri. Così, loro avranno da mangiare (perché se è vero quello che ci hanno detto a scuola, la parte ricca del mondo potrebbe sfamare quella povera senza morire di fame affatto) e nessun grande ci direbbe più quella frase sciocca. Cavolo, se non hanno da mangiare e io ne ho troppo, che aspettiamo a portarglielo? A volte gli adulti sono così stupidi.

 

 

Perché non ero docile, calma, passiva, ragionevolmente sottomessa come volevano.

Perché il mio spirito volava e volerà sempre alto e nessuno potrà né ingabbiarlo, né tantomeno possederlo, comprandolo. E io posso venderne i frutti, che sono il mio lavoro intellettuale e manuale, ma il moto immobile che lo anima, rimarrà sempre astratto e inafferrabile.